Poi mi siedo sul divano.
Prima arrivano le immagini della giornata passata.
Lascio che se ne vadano.
Poi arrivano i ricordi di quando eri piccola,
ora leggermente deprimenti, ora leggermente gai,
e lascio che seguano gli altri.

Poi viene la pace.
A quel punto metto su un disco,
mi siedo e piango.

Non piango per qualcuno o per qualcosa.
In un certo senso la vita che ho l’ho creata io,
e non la desidero diversa.

Piango perché nell’universo c’è una cosa bella
come Kremer che suona il concerto per violino di Brahms.

"Il senso di Smilla per la neve"
Peter Høeg

 

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