L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che io ho mai visto.
E dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime.
L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta,
animata però forse anche da belle speranze.
L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto,
animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità,
la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai.
Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo. [...]
Non sono spaventato: piuttosto sono impressionato, come non lo ero mai stato.
Va bene, mi dicevo, succede anche questo: uno dei tanti bischeri che vengono a galla,
poi andrà a fondo. Ma adesso sono davvero impressionato,
anche se la mia preoccupazione è molto mitigata dalla mia anagrafe.
Che vuole, alla mia età preoccuparsi per i rischi del futuro fa quasi ridere. [...]
È strano: io non avevo mai preso parte alla campagna di demonizzazione:
tutt'al più lo avevo definito un pagliaccio, un burattino.
Però tutte queste storie su Berlusconi uomo della mafia
mi lasciavano molto incerto. Adesso invece qualsiasi cosa è possibile.

Indro Montanelli
intervista a Repubblica, 26 marzo 2001

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